Fabio Pariante 23/09/2017

In occasione delle Giornate europee del Patrimonio, riapre il Museo archeologico ‘Georges Vallet’ a Piano di Sorrento. Venne inaugurato nel 1999 e intitolato allo studioso, accademico di Francia Georges Vallet, che lo aveva fortemente voluto.

Il Museo ospita le collezioni archeologiche più recenti e prestigiose per illustrare le fasi di popolamento, dall’età preistorica fino all’età romana di uno dei territori più ameni del golfo di Napoli. Un patrimonio archeologico arricchito dalle scoperte degli scavi e dal recupero dei tanti materiali dispersi in collezioni private e in altri Musei che hanno permesso di delineare il quadro storico – archeologico dell’intero territorio.

Nel nuovo  allestimento del Museo verranno presentati, per la prima volta, reperti di grande fascino e importanza quali i Leoni in tufo del  VI sec, a,C. collocati a guardia  della sepoltura di Liparos , mitico fondatore di Sorrento,

Museo Vallet, statua colossale peplophoros

In occasione della riapertura del museo sarà inaugurata la mostra ‘Luci, ombre e acque’ di Alessandra Giovannoni, artista nota per i profondi paesaggi abitati da poche figure essenziali, che si stagliano monumentali nella luce chiara.

L’esposizione viene presentata “..in una cornice quanto mai eloquente -scrive Anna Imponente, direttore del Polo museale della Campania- quella del museo sorrentino arricchito  dallo splendido ninfeo romano situato nei giardini della Villa. .. in cui più suggestivo è l’incontro tra i due mondi, quello della cultura testimoniato dagli elementi figurativi mosaicati e da quelli architettonici e quello naturale, con la vegetazione e gli specchi d’acqua, gli stessi temi che si ritrovano nei paesaggi contemporanei di Alessandra Giovannoni. La sua produzione è incentrata sulla percezione di alcuni luoghi, in particolare della Capitale, prima fissati su dei taccuini come appunti itineranti, poi rielaborati dall’artista..”.

 

Museo archeologico territoriale della penisola sorrentina “ Georges Vallet “

Piano di Sorrento, Villa Fondi (via ripa di cassano)

Il Museo archeologico territoriale della penisola sorrentina intitolato all’archeologo e studioso Georges Vallet, è ospitato nelle sale della splendida villa Fondi di Sangro in via Ripa di Cassano a Piano di Sorrento.

La villa e il suo splendido parco,  acquistata dal Comune di Piano, è stata recuperata con un intervento di restauro e ricostruzione filologica. Essa, oltre a rappresentare un pregevole esempio di architettura neoclassica, è posta in  una straordinaria posizione panoramica che guarda il Vesuvio e il golfo di Napoli, subito a picco sul mare, sopra la Marina di Cassano.

Concepita come spazio polifunzionale e parco pubblico, oltre al museo archeologico ospita una moderna sala congressi, una sala mostre  e caffetteria.

Il museo Archeologico della penisola sorrentina è stato allestito a cura della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta d’intesa con il Comune di Piano di Sorrento e inaugurato il 17 luglio 1999.

Esso è il primo museo archeologico della penisola sorrentina e nasce dall’esigenza di raccogliere la documentazione e i risultati delle più recenti campagne di scavo per ricostruire, anche attraverso ampi supporti didattici e multimediali, le fasi di popolamento e di trasformazione della penisola sorrentina dall’età preistorica fino a quella romana.

Museo Vallet-Particolare Ninfeo a Mosaico – Massa Lubrense – I sec.d.C.

Dal Novembre 2010 il Comune di Piano di Sorrento ha effettuato lavori di ristrutturazione sia dell’edificio che del parco. Oggi, al termine degli stessi ed in concomitanza della riapertura di tutto il parco, si riapre con un allestimento rinnovato il Museo “Georges Vallet”.

Nella sala  a piano terra, dominata dalla grande scala è stato ricostruito il tumulo funerario (mnema) del re  Liparos, mitico fondatore di Surrentum. Esso è costituito da quattro leoni  ed una stele in tufo.

Sempre al piano terra, il lato sinistro della sala è dominato dalla statua colossale di Demetra, è esposto, inoltre,  un pavimento a mosaico ritrovato in marina di Puolo.

La sala  1 al primo piano,  è dedicata agli scavi condotti nel Comune di Piano di Sorrento, in località Trinità, relativi ad un insediamento della cultura del Gaudo (II millennio a.C.),

alle necropoli arcaiche e classiche di Massalubrense (S. Agata sui due Golfi, Loc. “”Deserto”),di Vico Equense (via Nicotera) e di Sorrento.

Gli oggetti esposti sono relativi alle recenti campagne di scavo condotte a S. Agata sui due Golfi  dalla Soprintendenza archeologica di Napoli dal 1994 al 1997 e a Vico Equense negli anni 80, con una selezione dei bronzi di recente restaurati della campagna di scavo del 1966.

Straordinari in questa sala sono i reperti dei corredi dalla tomba n.2 di S. Agata, datati al VI sec. a.C., della quale si ripropone la ricostruzione, e la ceramica attica a figure rosse dei corredi di Vico Equense, datata alla prima metà del V sec. a. C..

Il corridoio di passaggio tra le sale 1 e 2  è dedicato ai culti ed alle iscrizioni, con una selezione del materiale del santuario di Atena sulla Punta della Campanella, insieme al calco dell’iscrizione scolpita sulla roccia datata alla prima metà del II sec. a. C..

Sempre da Massalubrense, è esposta, una splendida testa marmorea del Vi sec.a.C.

La sala 2 del primo piano affronta la problematica della formazione della città di “Surrentum”, presentando per la prima volta l’aggiornamento della carta topografica con l’ubicazione di tutti i saggi e le strutture emerse negli ultimi interventi di archeologia urbana condotti dal 1993 ad oggi, con una selezione dei materiali provenienti dalla città.

Le necropoli di Sorrento, finora note esclusivamente da materiali decontestualizzati, confluiti per lo più in collezioni private, sono per la prima volta illustrate scientificamente, grazie ai risultati della recentissima campagna di scavo iniziata nel 1998 ed ancora in corso, eseguita fuori Porta Parsano.

Di straordinaria espressività è il trapezoforo di tufo raffigurante un’erma maschile, trasposizione “provinciale” di modelli colti, pertinente alla mensa funeraria del colombario di  prima età imperiale emerso nella necropoli.

Tra i reperti della fase di età romana , oltre ad una selezione delle columelle antropomorfe, si espongono anche i balsamari di vetro e di terracotte, mentre la fase di IV sec. a.C. è rappresentata da un ricco corredo costituito da interessanti vasi  a figure rosse, tra cui spicca un bel piatto da pesce.

Sempre nella stessa sala è una sezione dedicata alle ville marittime con i rilievi marmorei e i capitelli della villa di Capo di Massa in contrada Villazzano , il plastico della villa c.d. di Pollio Felice e, scendendo al piano terra, al lato sinistro della scala è esposta per la prima volta la statua colossale di marmo ritrovata a Sorrento, nel 1971, nell’area dell’attuale albergo Royal, raffigurante una figura femminile, pertinente ad una villa di età imperiale.

Una novità rappresentano le due statue funerarie provenienti da Via Nicotera di Vico Equense risalenti al  I sec.d.C.

All’esterno, nel parco, è stata realizzata la ricostruzione di metà dello splendido ninfeo a mosaico di una delle ville marittime romane, ritrovato a Massalubrense in località Marina della Lobra. In progetto c’è la ricollocazione della seconda metà di esso, in questo momento esposto nei musei della Cina nella mostra archeologica “L’oro del Mediterraneo“.

Il ninfeo, unico per stato di conservazione e sviluppo architettonico, è una realizzazione a mosaico in pasta vitrea di alcuni tra i temi ricorrenti della pittura del cosiddetto terzo stile pompeiano quali quello del giardino fiorito popolato di uccelli riquadrato da figure allegoriche, il fondo marino con pesci e i quadretti di natura morta , il tutto databile intorno al 55 d.C.