Skip to content

FABIO PARIANTE

Journalist & Art Writer on creativity & society

  • X
  • Instagram
  • Facebook
  • Threads
  • LinkedIn
  • TikTok
  • Bluesky
  • YouTube
Menu
  • Home
  • Interviews
  • Collaborations
    • #MuseumWeek Magazine
    • ArtExplored
    • Artribune
    • Frontrunner Magazine
    • Wired Italia
    • Dove – Corriere della Sera
    • Discover Magazine Expedia
    • Interviews
    • Arte.it
    • Contributions
  • #MuseumWeek
  • About.Me
  • Contact
Menu

Da Michelangelo a Manetas, l’inquietudine di Pollock in mostra a Firenze

Posted on 15/04/201431/01/2017 by Fabio Pariante

Share the post "Da Michelangelo a Manetas, l’inquietudine di Pollock in mostra a Firenze"

  • Facebook
  • Twitter

Alcolizzato, ribelle, inquieto e anche un po’ pazzo. Sono questi gli ingredienti giusti per una personalità difficile e geniale come quella dell’artista americano più famoso dell’Espressionismo astratto, Paul Jackson Pollock (1912-1956). Promotrice dell’Action painting, Firenze ha scelto di ospitare la sua arte per la prima volta tra Palazzo Vecchio e il Complesso di San Firenze in una mostra imperdibile, La figura della furia, dal 16 aprile al 27 luglio 2014.

Insomma, da New York a Firenze il passo è breve. L’arte di Pollock vede le sue radici in quella di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), il maestro del Rinascimento italiano quando non sapeva ancora se dedicarsi alla pittura o alla scultura e non a caso i curatori dell’esposizione, Sergio Risaliti e Francesca Campana, per il 450esimo anniversario della scomparsa di Michelangelo hanno deciso di rendergli omaggio proprio nei palazzi più importanti della realtà fiorentina, accostando l’arte “libera e irregolare” del Novecento a quella “aulica e razionale” del Cinquecento.

Alla continua ricerca di soldi e di psicologi, la vita di Pollock non è stata proprio una passeggiata e i suoi dipinti erano tele immacolate su cui sfogare, senza un disegno progettuale, ogni dolore con la tecnica del dripping (sgocciolamento): dal pennello o direttamente dal barattolo, l’artista faceva scendere gocce di colore su un’enorme superficie da dipingere (tela o cartone disposti in terra) con l’azione casuale del braccio, appunto l’Action painting, la pittura d’azione che vedrà coinvolti anche i pittori Willem de Kooning e Franz Kline.

number-17-1949.jpg!Blog

(Number 17, P. J. Pollock – www.wikipaintings.org)

Una corrente artistica segnata dalla nascita della psicanalisi di Sigmund Freud che mette in discussione non solo la coscienza dell’essere umano, ma con occhi  diversi, anche la lettura del mondo. Così, la pittura d’azione diventa il mezzo per scuotere la sensibilità dello spettatore e l’artista ha il compito di spronarlo dal profondo attraverso il segno lasciato dalla furia del corpo, generando capolavori all-over (a tutto campo) che idealmente “tendono all’infinito”. Un’arte che con evidenti riferimenti surrealisti, abbandona la ricerca oggettiva e riflessiva del periodo artistico razionale.

Sebbene i due geni avessero tecniche espressive diverse, hanno in comune l’originalità con cui si dedicavano all’arte: Pollock abolisce l’uso del cavalletto per sentirsi parte integrante della tela durante la realizzazione dell’opera e Michelangelo? Basti pensare alle difficili posture (d’altronde non poteva altrimenti) per dipingere uno dei più grandi capolavori del Rinascimento: gli affreschi della volta nella Cappella Sistina in Città del Vaticano. Tra l’altro, al Metropolitan Museum di New York sono conservati alcuni disegni, gli Sketchbooks I-II, che Pollock fece all’inizio della sua carriera in riferimento proprio agli ignudi della Cappella Sistina.

L’arte americana del XX secolo e la storia della hulla del Rinascimento (per dirla in dialetto fiorentino) si incontrano in un’unica e originale esposizione di dipinti e spazi multimediali, questi ultimi realizzati per favorire una maggiore interazione del visitatore con la mostra. Continua su Wired.

Share the post "Da Michelangelo a Manetas, l’inquietudine di Pollock in mostra a Firenze"

  • Facebook
  • Twitter

Lascia un commento

Devi essere connesso per inviare un commento.

Follow Me On

INSTAGRAM
Tweet to @FabioPariante

Recent Articles

  • Beyond Style: No Map, No Return. An Interview with Artist Rob Mango
  • Where Art Slows Down Time. Interview with Artist Silke Bianca
  • When Light Brings Things Into Existence. Interview with Artist Toby Mulligan
  • Sharon Stone, Beyond Film: A Journey Through Art and the Soul
  • From the Spotlights to Luz, the Seed of Spirituality and Rebirth. Interview with artist Ludovico Tersigni
  • The Art of Jazz: Passion, Teaching, and Innovation. Interview with Maestro Massimo Nunzi
  • Samara Couri and the Art of Reflection: Between Ecology, Myth, and Relationship
  • Metamorphosis of Matter: The Image as a Living Body. Interview with visual artist Gal Weinstein
  • The Alchemy of Color: When Painting Becomes Flesh and Spirit. Interview with Konstantinos Kyrtis
  • The Wings of Color: Dejana Nezic’s Barrier-Free Art
  • Taylor Smith and the Poetry of the Obsolete. The interview
  • When the Earth Speaks. The Kinetic Art of Bob Landstrom
  • The Scream of Painting. Interview with Artist Gordon Massman
  • Beyond the Real, Into the Soul. Interview With Contemporary Realist Painter Lukas Priecko
  • Painting as Interior Geography. An Interview with Artist Anna van den Hoevel
  • Anatomy of Empathy Through the Art of Laurie Victor Kay. The Interview
  • Visual Alchemy and the Memory of Gesture. Interview with Shirley Yang Crutchfield, a Self-taught Artist Who Shapes Gold with Her Soul
  • A Meeting of Souls in the Work of Artist René Romero Schuler

  • X
©2026 FABIO PARIANTE | Design: Newspaperly WordPress Theme