Fabio Pariante 30/03/2022

Contenente undici tracce e registrato al Windmill Lane Studios di Dublino, Boy è l’album di debutto degli U2 pubblicato nel 1980. Brani come A Day Without MeI Will Follow e Twilight sono tra i più celebri della band irlandese. Percorso dalle venature rock di chi ha voglia di emergere, l’album segna quel periodo di transizione che c’è tra l’adolescenza e l’età adulta; metafora di questo aspetto è la figura di un bambino che, in piena cover in bianco e nero progettata da Steve Averill, fissa l’obiettivo con le mani dietro alla testa. E proprio quel bambino, ignaro che stava per accadere qualcosa che gli avrebbe cambiato la vita per sempre, oggi è un affermato fotografo di Dublino.

Peter Rowen sulla copertina di _Boy_ (1980) degli U2
Peter Rowen sulla copertina di _Boy_ (1980) degli U2

CHI È PETER ROWEN

Peter Rowen (Glasnevin, 1974) ha prestato il volto anche ad altre cover degli album degli U2, ad esempio War, del 1983, che include Sunday Bloody Sunday, uno dei loro brani più politici e più che mai attuale da quando la Russia ha invaso l’Ucraina. Le immagini del video clip raccontano la strage del 30 gennaio 1972 a Derry, quando l’esercito britannico uccise alcuni manifestanti nord-irlandesi, disarmati, scesi in strada per difendere i diritti civili; immagini diventate portavoce di tutte le guerre nel mondo.
In attesa della serie televisiva biopic dedicata alla storica rock band irlandese, prodotta da J.J. Abrams per Netflix, Peter Rowen ci racconta come si è avvicinato alla fotografia e come è nata la collaborazione con gli U2.

Tutto è iniziato all’età di 16 anni, quando grazie a un amico ho scoperto la fotografia. Subito ne sono stato attratto e, nel giro di poche settimane, ho comprato la mia prima macchina fotografica. Quando ero a scuola amavo l’arte, amavo disegnare… era una delle uniche cose in cui ero bravo. Dopo un paio d’anni ho avuto la possibilità di fare qualche esperienza di lavoro con un buon fotografo commerciale irlandese con cui ho collaborato per circa tre anni e mezzo. Con lui ho imparato molte cose del mestiere, così all’età di 21 anni ho iniziato a fotografare per me stesso e da allora non mi sono mai fermato. Quindi tutto è iniziato per divertimento e, nel tempo, è diventata una vera professione”.

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