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FABIO PARIANTE

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Galleria Pisacane Arte, mostra Iconize fino al 31 marzo a Milano

Posted on 01/03/201705/03/2017 by Fabio Pariante

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La Galleria Pisacane Arte inaugura oggi, mercoledì 1° marzo dalle ore 18.30 in via Pisacane 36 a Milano. Fino al 31 marzo sarà possibile vistare la mostra collettiva ICONIZE, ciascun’artista, secondo la propria cifra stilistica, ha indagato e reinterpretato le grandi icone che hanno caratterizzato ed influenzato la società attuale. Dagli Impact di Julian T., ai personaggi caricaturali di Yux con la serie “Fatti di Yux” e i “Soggetti smarriti”, passando per i profili fortemente iconici della collezione Leitmotiv del writer napoletano IABO, fino ad arrivare all’Iperrealismo Visionario dei personaggi gotici di Enrico Pambianchi. Nel percorso espositivo si potranno ammirare: ritratti di personaggi come Marilyn Monroe, David Bowie, la Regina Elisabetta II e Bill Gates, solo per citarne alcuni.

Con il termine Icona generalmente si intende una figura vista come modello da seguire in vari ambiti, possono questi essere la moda, lo spettacolo, la politica, economia o lo sport. Spesso i piani culturali si uniscono, facendo diventare un personaggio del cinema, per esempio, icona di stile, o addirittura un opinion leader legandolo fortemente a riferimenti socio-politici.

TwHitler, IABO – acrilico/spray su tela 20x02x5 cm

L’arte contemporanea ha sentito, a partire da Andy Warhol e la Pop Art, la spinta verso questi personaggi che hanno acquisito così significati più profondi, segnando definitivamente l’arte e la cultura contemporanea e diventando le icone immortali alla stessa stregua di quelle sacre dell’arte bizantina.

I quattro artisti esposti hanno ritratto personaggi leggendari, cercando di coglierne lʼessenza e consacrandoli attraverso il gesto artistico a icone senza tempo. Il loro lavoro può essere accostato a quello di Warhol, che presagendo il dilagare della mania dell’immagine, ne ha fatto una forma d’arte, un marchio indelebile nella storia dell’arte contemporanea.

Si scelse, dalla Pop Art in avanti, di rappresentare la realtà che ci circonda, quella più popolare (prodotti di largo consumo come i barattoli di zuppa Campbell’s o le bottiglie di Coca – Cola, volti di celebrità come Marilyn o Elvis, immagini tratte dai mass media, pubblicità) attraverso l’isolamento e la dilatazione del soggetto o la ripetizione seriale di quest’ultimo. Ogni opera, trattata con colori accesi e antinaturalistici, è spinta all’estremo per ottenere un forte impatto emotivo iconizzando così un’immagine, che per natura sarebbe stata di largo consumo e di uso comune.

I giovani artisti esposti si avvicinano, con diverse sfaccettature, al movimento definito Neo-pop, una corrente nata alla fine del XX secolo (dagli anni ’90) e sviluppatasi attraverso l’influenza di interessanti riferimenti culturali che vanno dal mondo underground al web design, dalla street art al urban design, dal graffitismo a tutte le nuove possibilità portate dai media informatici. A differenza della Pop Art storica, che aveva un approccio più distaccato e impersonale, la Nuova Pop Art vuole spesso stimolare una riflessione sulle dinamiche di vita contemporanea e sul significato portato da ogni singola icona rappresentata.

All’interno del percorso espositivo si potranno ammirare una serie di originali sezioni espositive, che consistono in singolari accostamenti in un dialogo che unisce più punti di vista e stili differenti, interpretando alcune delle icone più popolari della società contemporanea. Troveremo così una Marilyn grottesca dipinta da Yux, affiancata agli Impact di Julian T., dove il volto dai colori antinaturalistici della diva per eccellenza viene marchiato dall’impact dell’artista e poi essere stravolto da Pambianchi, secondo tratti più gotici e con il suo sarcasmo salvifico; o ancora, l’immagine blasonata della Regina Elisabetta II di Inghilterra viene sconvolta e profanata dall’ironia di Yux che la rende una regina Punk e scomposta da Pambianchi, che attraverso la sua tipica quadrettatura gioca creando una serie di rimandi dai toni dissacranti.

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