Quattro passi a Napoli tra arte, cultura e delizie per il palato

Il centro storico di Napoli è tra i più grandi in Europa, entrato a far parte del Patrimonio UNESCO nel 1995. L’origine della città si perde nella storia: Partenope, questo l’antico nome, fu fondata dai Cumani nell’VIII secolo a.C. sulla Collina di Pizzofalcone.

Il centro antico, che abbraccia le vie intorno alla Stazione Centrale Garibaldi fino al Lungomare di Mergellina, includendo parte della Collina del Vomero, racchiude secoli di storie, tradizioni e culture che hanno reso Napoli la città del Mediterraneo più multiculturale in assoluto. Ma è sufficiente immergersi nelle sue viscere per scoprire che Napoli è città viva, anzi vivissima! Basti prendere la Linea1 della metropolitana e percorrere il “museo obbligatorio”, il progetto Stazioni dell’Arte realizzate e rinnovate negli ultimi anni grazie a interventi di arte contemporanea che hanno coinvoltoartisti di tutto il mondo.

Stazione della metro Vanvitelli, Napoli
Percorrendo la Via dei Musei
Nel cuore pulsante di una metropoli piena di vitalità, sorge il Duomo di Napoli con accanto il Museo di San Gennaro che conserva il tesoro più importante al mondo tra pietre preziose e oggetti da collezione. Con cadenza annuale il 19 settembre festa del Santo Patrono, nel Duomo si svolge il rito del “Miracolo” di San Gennaro che prevede la liquefazione del suo sangue come simbolo di buon auspicio per la città e i suoi abitanti. Lungo la strada, chiamata anche Via dei Musei, si incontrano veri e propri scrigni d’arte e cultura, che conservano preziose collezioni d’arte antica e contemporanea, come ad esempio quella del Museo Madre che vanta tra le altre le opere permanenti Untitled-Cavallo e Il mare non bagna Napoli, rispettivamente degli artisti italiani Mimmo Paladino e Bianco-Valente installate sulle terrazze dell’edificio. Non molto distante il Museo Archeologico Nazionale ospita i capolavori delle Collezioni Farnese e Pompeiana alcune tra le più importanti opere dell’antichità come il Vaso Blu rinvenuto integro durante gli scavi della Pompei antica e il Toro Farnese, opera realizzata in un unico blocco di marmo più grande al mondo. Ad accogliere i visitatori all’ingresso del museo c’è uno dei simboli della città: la Testa Carafa scolpita da Donatello. Recentemente i lavori di ampliamento del museo hanno portato all’inaugurazione di due nuove sezioni, Egizia ed Epigrafica.

Donna con tavolette cerate e stilo (cosiddetta “Saffo”), Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Affresco romano del 50 circa, da Pompei (VI, Insula Occidentalis) – Rinvenuto nel 1760

Miseria e nobiltà nel quartiere Sanità

Proseguendo verso il Quartiere Sanità si raggiunge facilmente uno dei luoghi senza dubbio più suggestivi: il Cimitero delle Fontanelle, un antico ossario dove nasce il culto delle “anime pezzentelle”. Questa antica usanza prevedeva l’adozione di un teschio (capuzzella) di un’anima abbandonata (pezzentella) in cambio di protezione. A pochi passi si trova un altro luogo che merita particolare attenzione: Acquaquiglia del Pozzaro, un sito seicentesco dove un tempo venivano lavorati il baccalà e lo stoccafisso tra vasche e cunicoli. Una realtà molto simile a quella di Napoli Sotterranea in Piazza San Gaetano, nel cuore del centro storico a ridosso del Museo Cappella Sansevero, dove è custodito il Cristo velato dell’artista Giuseppe Sanmartino, unica opera al mondo il cui sudario trasparente scolpito nello stesso blocco di marmo, ricopre il corpo di Cristo morto. Nelle immediate vicinanze, verso Piazza San Domenico Maggiore si trova la Chiesa Sant’Angelo a Nilo con il sepolcro scolpito da Donatello. Percorrendo Via Benedetto Croce si incontrano le Chiese di Santa Chiara con il magnifico chiostro maiolicato e la Chiesa del Gesù Nuovo in pieno stile barocco.

Il Cristo velato di Giuseppe Sanmartino, 1753 | Foto: Liberonapoli (Own work), via Wikimedia Creative Commons

Il gran finale sul Golfo di Napoli

Tra le tradizioni più tipiche, vi è sicuramente l’arte del dei presepi realizzati a mano: per vedere da vicino come vengono prodotti bisogna fare tappa in Via San Gregorio Armeno nelle Botteghe di Ferrigno e Di Virgilio, tra le più importanti. Una moltitudine di manufatti in terracotta, dalle fogge più disparate, sono una vera e propria chicca richiesta tutto l’anno da ogni parte del mondo. Tra i vicoli del centro si respira la vera essenza della città borbonica, fatta di antiche tradizioni, soprattutto culinarie: una su tutte la tradizione della pizza cucinata nel forno a legna (dal 2017 il mestiere del pizzaiolo è Patrimonio UNESCO). Tra le pizzerie consigliate, non molto distanti tra loro in Via dei Tribunali: Gino Sorbillo, Dal Presidente e Di Matteo,

ma anche Concettina ai Tre Santi nel Quartiere Sanità e Da Michele nel Quartiere Forcella.

La celebre pizza della Pizzeria Sorbillo | Courtesy of Pizzeria Gino Sorbillo

Dopo aver gustato un’ottima pizza e una tazza di caffè con il babà al liquore allo storico Gran Caffè Gambrinus in Piazza Trieste e Trento, nella vicina Galleria Umberto I, nei pressi di Piazza del Plebiscito si trovano il Palazzo Reale e il Teatro San Carlo, due capisaldi del Settecento napoletano da visitare insieme al Maschio Angioino. La breve gita non può che terminare verso il mare, sul Lungomare di Mergellina dove dalle terrazze di Castel dell’Ovo si può ammirare un panorama mozzafiato sul Golfo di Napoli, da cui si vedono il Vesuvio e le Isole di Ischia, Procida e Capri.