Da New York, una mostra distopica sulla tecnologia Apple

Per gli Apple-addicted ogni prodotto della Mela può rappresentare un oggetto da collezionare. A Broadway – New York, Evan Desmond Yee ha reinterpretato lo stile minimal che è la cifra di distinzione dei prodotti Apple, proponendolo in una chiave molto singolare, con una mostra che ha lo scopo di farci riflettere sulla percezione che abbiamo della tecnologia oggi.

StartUp è l’esposizione realizzata dal giovane artista di 24 anni alla Fueled Collective e ripropone, con fare sarcastico, molti device del famoso brand. Quando si entra nella galleria si ha la percezione di trovarsi in un vero e proprio Apple Store, solo che ciascun oggetto è stato creato con materiali di recupero e metallo che, a differenza dei modelli originali, rende i prodotti molto più pesanti.

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Tante le opere esposte, tra le quali The App App e Nocuous Rift. In particolare: Chasing Eternity, un’immagine in loop che richiama il caricamento del computer, l’iFlip, una cover per cellulari con all’interno una clessidra che contiene polvere di cellulari andati distrutti, oppure il Kaleidogram Pendan che, come suggerisce il nome si tratta di un caleidoscopio per la fotocamera del cellulare o ancora, l’iPhossil, una colonna “misteriosa” in vetroresina che rappresenta “l’attesa” in cui è idealmente custodito il nuovo iPhone e tra l’altro, alcuni giorni fa, Tim Cook ha annunciato i nuovi dispositivi.

La tecnologia dove porterà l’essere umano? Lo scopo della mostra è quello di fare il punto su come il progresso tecnologico ha cambiato il nostro modo di vivere e percepire la realtà, anche attraverso internet.

L’artista si interroga come cambierà ancora la nostra vita (se in bene o in male) e dove ci porterà questo progresso. Attraverso la scultura Hello, con la voce di Siri, Evan invita il visitatore a riflettere su questi interrogativi e a trovare il giusto compromesso con la tecnologia. Continua su Wired.

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