Hidetoshi Nagasawa, dal Giappone a Napoli

AL PALAZZO REALE DI NAPOLI VANNO IN MOSTRA LE OPERE DI HIDETOSHI NAGASAWA. SCULTURE E INSTALLAZIONI CHE GETTANO UN PONTE FRA ORIENTE E OCCIDENTE.

Filosofia di un viaggio a bordo di una bicicletta, dall’Oriente all’Occidente, nelle sculture di Hidetoshi Nagasawa (Tonei, Manciuria, 1940 – Ponderano, Biella, 2018) con la mostra Sotto il cielo e sopra la terra, in corso al Palazzo Reale di Napoli.
A cura di Anna Imponente, direttore del Polo museale della Campania e realizzata con Paolo Mascilli Migliorini, direttore di Palazzo Reale, la rassegna è un ricongiungersi di motivi che trovano il proprio tempo e il proprio spazio nelle architetture del Palazzo, dove sembra quasi che ogni opera sia sempre stata lì, mimetizzata nei colori, nelle forme e nei vuoti che si intrecciano in uno dei luoghi simbolo di Napoli.
Si intrecciano fino a maturare il senso di quelle sensazioni che l’artista nel 1966 ha provato durante un viaggio durato un anno e mezzo, dal Giappone all’Italia: un percorso diventato poi un ponte di culture tra Asia, Turchia, Brindisi fino ad arrivare a Milano: un’esperienza che ha spinto poi Hidetoshi a dichiarare che “per capire una cultura ce ne vuole sempre un’altra”.

Hidetoshi Nagasawa, Pozzo nel cielo, 1999 2014. Installation view at Palazzo Reale, Napoli 2019. Photo Alessandra Cardone & Luciano Basagni © Polo museale della Campania
Hidetoshi Nagasawa, Pozzo nel cielo, 1999 2014. Installation view at Palazzo Reale, Napoli 2019. Photo Alessandra Cardone & Luciano Basagni © Polo museale della Campania

LE OPERE DI HIDETOSHI NAGASAWA

Ed è proprio così, perché in realtà si tratta di un viaggio soprattutto interiore che l’artista giapponese ha riproposto nelle grandi sculture Pozzo nel cielo (1995-2004) nel Cortile d’Onore, Barca (1983-1988), in ottone e carta, posta su una parete dello Scalone monumentale, e anche in Groviglio di quanta (2014) e Matteo Ricci (2010): otto elementi realizzati in marmo di Carrara e acciaio posti a terra richiamano in un certo senso il gioco Shangai o Mikado, per ritornare alle origini orientali dello scultore. Quella di Hidetoshi è un un’arte leggera, sospesa ed elegante nelle forme e nella materia, che trova riscontro nella filosofia del viaggio compiuto e quindi nella ricerca dei materiali.

In collaborazione con la Fondazione CAMUSAC ‒ Cassino Museo D’Arte Contemporanea di Cassino, diretta da Bruno Corà, con il contributo di Ryoma Nagasawa, la mostra include anche una selezione di opere grafiche di paesaggi e galassie realizzate in cera e carboncino che riconducono al concetto di spazio proprio dei giardini orientali. Dopo Umen Ikeda, con Hidetoshi Nagasawa il Palazzo Reale di Napoli si fa ancora una volta portavoce di un pezzo d’Oriente in una città cosmopolita quale è Napoli, sinonimo di apertura e confronto tra le differenze.

Per Artribune.