Quando è il furto l’opera d’arte

Quante sono le opere rubate e mai rinvenute? La vicenda della scultura Bambino malato dell’artista torinese Medardo Rosso (1858-1928), esposta nella Galleria nazionale di arte moderna di Roma, sottolinea l’importanza della sicurezza nei musei del Bel Paese (e non solo).

Trafugata e poi ritrovata indenne alcuni giorni fa in un armadietto riservato ai visitatori della Gnam, la piccola testa di bronzo dal valore di 500mila euro, fu scolpita dall’impressionista tra 1893 e il 1895 ed era stata esposta in occasione della rassegna Secessione e Avanguardia. Ma il museo non è nuovo a questo tipo di “visite”. Nel 1998 i dipinti Il Giardiniere e L’Arlesiana di Vincent Van Gogh e il Cabanon de Jourdan di Paul Cezanne furono rubati e poi ritrovati. Stessa sorte per Sentieri ondulati di Jackson Pollock nel 1999.

Foto: Ansa.it – Bambino malato, Medardo Rosso

Questi sono solo alcuni dei tanti furti che si verificano nei luoghi d’arte di tutto il mondo. Ce lo insegna la storia a partire dalle spoliazioni napoleoniche. George Clooney con il film The monuments men (2014) tratto dal romanzo di Robert Edsel basato su fatti storici, ci ha rinfrescato la memoria sul recupero dei capolavori avvenuto in tutta Europa durante la Seconda guerra mondiale: milioni di oggetti d’arte e più di seimila capolavori tra Vermeer, Leonardo, Michelangelo e Rembrandt che oggi ‘ammiriamo’ nei musei più importanti.

Ma è possibile risalire al numero delle opere trafugate? Probabilmente no. Considerando le collezioni private è difficile fare una stima, ma ogni anno il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri denuncia che il mercato dei furti d’arte produce un giro di affari miliardario, circa sei miliardi e l’Italia è il maggior fornitore.

E non è un caso.

Il Paese della cultura per eccellenza detiene quasi il cinquanta per cento del patrimonio mondiale tra meraviglie artistiche, naturali e soprattutto archeologiche. Basti pensare alle ricchezze di Pompei, Ercolano e Stabia oltre ai sottosuoli di Napoli e Roma dove di recente, nel corso degli ultimi scavi per realizzare le nuove linee metropolitane, sono stati individuati  reperti archeologici unici al mondo: tre relitti databili tra il I e III secolo d. C. rinvenuti in piazza Municipio a Napoli e il più grande bacino idrico mai trovato della Roma imperiale, nel quartiere San Giovanni nel cuore della Città Eterna. Continua su Wired.

 

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