Arte e religione. Tre artisti in mostra a Salerno

Museo Diocesano San Matteo, Salerno ‒ fino al 19 giugno 2018. Il linguaggio contemporaneo di Dario Agrimi, Angelo Maisto e Antonio Finelli varca le soglie del museo salernitano. In un dialogo fra religione e creatività.

Dario Agrimi, Antonio Finelli, Angelo Maisto, Trittico della Società della Stanchezza, 2018. Museo Diocesano, Salerno. Photo credits Bledar Hasko
Dario Agrimi, Antonio Finelli, Angelo Maisto, Trittico della Società della Stanchezza, 2018. Museo Diocesano, Salerno. Photo credits Bledar Hasko

Il Museo Diocesano San Matteo di Salerno cambia volto. Almeno in parte. Per la prima volta la chiesa salernitana apre le sue sale all’arte contemporanea in occasione della mostra La società della stanchezza ‒ Dispositio ex clausione linearum. Una mostra che vede la singolare partecipazione di Dario AgrimiAngelo Maisto e Antonio Finelli.
Per la prima volta i tre artisti si sono cimentati in un percorso interiore col fine di indagare il pensiero del filosofo sudcoreano Byung-Chul Han, basato sul fatto che l’uomo contemporaneo vive costantemente sottomesso alla “apparente dinamicità” della propria stessa vita, sempre più distante dai veri valori.
Ciascuno con la propria tecnica, con matita e carta di Amalfi Amatruda, Agrimi, Maisto e Finelli dopo la residenza di clausura hanno realizzato trenta disegni e un trittico su tavola di 360 x 255 cm in cui hanno liberato l’hic et nunc dell’uomo contemporaneo, espressione di una società fine a se stessa, borderline, che fatica a guardare al futuro.

La Società della Stanchezza. Installation view at Museo Diocesano, Salerno 2018. Photo credits Bledar Hasko
La Società della Stanchezza. Installation view at Museo Diocesano, Salerno 2018. Photo credits Bledar Hasko

RESIDENZA E CLAUSURA

La mostra, curata da Marcello Francolini e Fabio Avella, attraverso il disegno mette in evidenza una società spesso distratta e perennemente connessa alla Rete che nel tempo determina quella stanchezza fatta di solitudine, lasciando spazio ai rapporti sterili che spengono lentamente l’essenza di una società sana e attiva fatta di legami concreti.
Per la prima volta a Salerno, la residenza di artista/clausura ha dato il via a un percorso di riflessione in cui gli artisti hanno avuto modo di relazionarsi durante una serie di incontri con lo psicologo Lucio Buonomo, l’antropologo visivo Vincenzo Esposito e il Vicario generale della Diocesi di Salerno Monsignor Biagio Napoletano.
Il risultato finale è quindi un’indagine socio-culturale di cui Agrimi, Maisto e Finelli disegnano a proprio modo il profilo artistico in un’opera complessiva che inaugura la collezione permanente di arte contemporanea del Museo Diocesano di Salerno.

Per Artribune