Alberto Angela presenta le ultime ore della città antica di Pompei

“Di notte i capolavori ci parlano, ci guardano”. Così, Alberto Angela durante la conferenza stampa del programma Stanotte a Pompei, al Museo Archeologico di Napoli. Con queste parole precisa la scelta di registrare le puntate del programma totalmente di notte, e il primo viaggio è questa sera alle ore 21,25 su RAI Uno in cui saranno raccontate le ultime ore di Pompei prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.

Conferenza stampa Stanotte a Pompei – Museo Archeologico di Napoli

Alcuni ospiti di eccezione, a proprio modo, racconteranno aneddoti particolari della città antica e dei suoi abitanti, tra gli altri ci saranno gli attori Marco D’Amore, Giancarlo Giannini nei panni di Plinio il Giovane, e la professoressa Eva Cantarella che illustrerà le meraviglie di Villa di Poppea ad Oplonti. Stanotte a Pompei ha richiesto diverse settimane di riprese e il prodotto finale è un racconto magistrale realizzato in 4K definito con una grafica nuova e accattivante.

Non solo Pompei

Alberto Angela racconterà anche il destino delle città di Ercolano, Stabia e Oplonti dove anche qui sono stati rinvenuti affreschi e reperti unici e dove gli scavi continuano a cielo aperto. L’eruzione del Vesuvio ha interessato quindi non solo Pompei, ma ha coinvolto in maniera differente diversi centri abitati ai piedi del vulcano. Alberto Angela racconterà minuziosamente attimo per attimo tutto quello che è stato documentato dopo più di 2000 anni. Si tratta quindi di un appuntamento culturale di stampo internazionale, come è stato già avviato in precedenza con Stanotte al Museo Egizio di Torino, a Firenze, a San Pietro e a Venezia. E questa volta si riparte da un luogo unico al mondo, dove a parlare appunto, è soprattutto il silenzio delle strade buie di Pompei antica.

L’olio più antico al mondo

Alla fine della conferenza stampa Alberto Angela regala ai presenti una anteprima mondiale: racconta che mentre era al lavoro nel deposito con i professionisti del Museo Archeologico di Napoli, tra le altre cose, nota una bottiglia che contiene del materiale. Quest’ultimo, in attesa delle analisi ufficiali, sembrerebbe l’olio di oliva che un tempo gli antichi Romani impiegavano nella loro alimentazione. Se così fosse, si tratterebbe di una scoperta importante, unica, conservata nel museo tra i più autorevoli a livello internazionale per reperti e testimonianze storiche che negli ultimi anni ha aperto la sezione Epigrafica ed Egizia, quest’ultima comprende reperti unici, mai più trovati altrove.

Per Balsting News Italia