A piedi per il centro di Napoli alla scoperta dei capolavori di Caravaggio

Tra le meraviglie d’arte da scoprire nel centro antico di Napoli, spiccano le opere di un grande pittore italiano, Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Tre tele in tutto che da sole, meritano un viaggio in una città che per secoli è stata crocevia di personalità illustri e fonte di ispirazione per numerose opere di letteratura e di arte in senso stretto.

Nell’arco di una vita particolarmente irrequieta, costellata da episodi di violenza e fughe repentine, Caravaggio soggiorna a Napoli due volte. La prima nel 1606 quando l’artista in fuga da Roma, dove aveva ucciso un uomo, si rifugia in un appartamento nei Quartieri Spagnoli. La seconda tra il 1609 e il 1610 di rientro dal viaggio a Malta, in attesa di ottenere la grazia per poter far rientro a Roma.

Nei pressi di Piazza Santa Maria la Nova e il Porto di Napoli, il pittore era solito frequentare la Locanda del Cerriglio. Proprio in questa locanda, una sera d’ottobre del 1609, Caravaggio era stato aggredito da alcune persone, probabilmente per un insulto d’onore. Ancora oggi è possibile visitare il locale che offre un’ottima cucina.


Giuseppe Carelli (Napoli, 1858 – Portici, 1921), Taverna del Cerriglio

A Napoli Caravaggio realizza diversi dipinti alcuni dei quali purtroppo sono andati perduti per sempre in seguito al terremoto del 1805. Tuttavia, oggi si possono ancora ammirare tre capolavori assoluti che si contraddistinguono per la grande vitalità drammatica: le Sette Opere di Misericordia presso la Pinacoteca del Pio Monte della Misericordia,la Flagellazione di Cristo al Museo Bosco di Capodimonte e il Martirio di Sant’Orsola conservato presso Palazzo Zevallos Stigliano.

Prima di morire all’età di 39 anni, in solitudine sulla spiaggia di Porto Ercole, il Maestro aveva frequentato i salotti più importanti del Seicento a Roma, a Napoli, ma anche a Malta e in Sicilia, dove la sua arte, definita da un particolare realismo in cui lo spettatore sembra quasi obbligato a prendere parte alla scena rappresentata, era molto richiesta.

Visita al Pio Monte della Misericordia per ammirare le Sette opere di Misericordia (1606-07)
Il Pio Monte della Misericordia è un’antica istituzione fondata nel 1602 da alcuni nobili napoletani con lo scopo di aiutare i bisognosi attraverso opere di carità. Nel 1606 Luigi Carafa-Colonna, un nobile membro della congregazione, che si era offerto di proteggere l’artista mentre era in fuga da Roma, aveva incaricato Caravaggio di eseguire quello che sarà uno dei suoi più grandi capolavori in cui sono rappresentate le sette opere di misericordia corporale a cui è dedita l’attività del Pio Monte: dare da bere agli assetati, seppellire i morti, alloggiare i pellegrini, vestire gli ignudi, visitare i carcerati, dar da mangiare agli affamati e confortare gli infermi.
La Madonna, sorretta da due angeli, quello del Bene e quello del Male, osserva dall’alto tutta la scena. L’opera sembra ambientata in uno dei caratteristici vicoli di Napoli, ed è probabilmente osservando la realtà locale che l’artista trasse ispirazione. La meraviglia del dipinto è data dall’uso sapiente della luce e del colore per scolpire le forme che sembrano emergere dal buio.


Michelangelo Merisi da Caravaggio, Sette opere di Misericordia, 16067-1607, Olio su tela, 260 x 390 cm, Pio Monte della Misericordia, Napoli

Un’opera monumentale: La Flagellazione di Cristo (1607-1608)
Pagato 290 ducati da Tommaso De Franchis, il dipinto si trova nel Museo Bosco di Capodimonte. La pala di dimensioni monumentali era destinata alla Chiesa di San Domenico Maggiore di Napoli per la cappella di famiglia ed è considerata una delle opere più celebri di Caravaggio grazie allo studio della luce. Nella scena infatti, il Cristo appare legato a una colonna, messo in evidenza da un fascio di luce che contrasta i toni cupi dei tre carnefici in secondo piano, nascosti nel buio, mentre il volto di Cristo emerge chiaramente affaticato e rassegnato alla sua sorte.
E’ una composizione di grande drammaticità: un’assoluta novità per l’epoca, realizzata con forti e accecanti contrasti di luci e di ombre, frammenti di corpi in movimento sostenuti da forte tensione non solo fisica ma soprattutto emotiva.


Michelangelo Merisi da Caravaggio, La Flagellazione di Cristo, 1607-1608, Olio su tela, 213 x 286 cm, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli

Caravaggio a Palazzo Zevallos Stigliano: il Martirio di sant’Orsola
Detto anche l’“Ultimo Caravaggio”, si tratta molto probabilmente dell’ultimo dipinto dell’artista realizzato in gran velocità a poche settimane dalla sua morte, prima di lasciare Napoli. Il dipinto era stato commissionato dal genovese Marcantonio Doria, la cui famiglia aveva come protettrice proprio Sant’Orsola.
La tela comunica un credo terreno: la Santa dipinta da Caravaggio, di un pallore quasi lunare, sembra voler togliersi con le sue stesse mani la punta della freccia che l’ha trafitta per continuare a vivere. Acquistata nel 1972 dalla Banca Commerciale Italiana, sede di Banca Intesa, l’opera si trova nella Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano, di fronte ai Quartieri Spagnoli.


Michelangelo Merisi da Caravaggio, Martirio di Sant’Orsola, 1610, Olio su tela, 170.5 x 140.5 cm, Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli

Forse non tutti sanno che la fortuna di Caravaggio fu molto breve: a vent’anni dalla sua morte e per oltre tre secoli si preferì un altro grande della pittura rinascimentale: Raffaello, decisamente più elegante e aulico del pittore lombardo. Solo a partire dal Secondo dopoguerra è cominciata la lenta e progressiva rivalutazione dell’opera di Caravaggio, oggi artista fortemente apprezzato dal grande pubblico.

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